
Primo motivo della guerra: La Cina
Colonnello Larry Wilkerson. Trentuno anni di servizio nell’esercito USA. Ha combattuto in Vietnam su elicotteri da combattimento — più di 1.100 ore di volo in zona di guerra. È stato il braccio destro di Colin Powell per anni. Quando parla Wilkerson, non è un analista televisivo. È qualcuno che stava nella stanza.
Primo motivo della guerra: È contro la Cina. La Cina sta costruendo la nuova Via della Seta — una rete di infrastrutture che collegherebbe i porti del Pacifico all’Europa in modo molto più rapido ed economico. Il nodo centrale di questa rete è l’Iran. Se quella via passa, il commercio marittimo — che gli Stati Uniti dominano — diventa irrilevante per almeno il 60% delle merci mondiali. Washington non può permetterselo. La soluzione è distruggere il nodo. E il nodo è Teheran.
Le forze in campo: gli Stati Uniti hanno dispiegato nel Golfo tre portaerei, tredici cacciatorpediniere con missili Tomahawk, la 82ª Divisione Aviotrasportata e circa 40.000 soldati.
Se gli USA non si fermano la risposta iraniana includerà le raffinerie saudite di Ras Tanura (che pesano per il 7% dell’offerta mondiale) e la chiusura dello Stretto di Hormuz. Il risultato aritmetico è una depressione economica globale. Intendo una VERA CRISI GLOBALE. Stop Cibo, viaggi, etc.
Secondo motivo della guerra: Cancellare Epstein e Gaza
La Dottrina Begin, una linea rossa. Epstein. Gaza.
Perché Israele spinge così forte per questa guerra? Dal 1981 Israele ha una dottrina: nessun Paese della regione può acquisire armi nucleari. Un Iran nucleare creerebbe una “deterrenza reciproca” che azzererebbe la superiorità strategica di Tel Aviv. l’unica garanzia di sopravvivenza che lo Stato ebraico riconosce.
Dopo il 7 ottobre 2023, i proxy iraniani (Hamas, Hezbollah, Houthi) sono stati colpiti duramente. Colpire Teheran adesso significa colpirla nel momento di massima vulnerabilità dei suoi alleati regionali. È una finestra storica irripetibile. Ma c’è una ragione più cinica: prima della guerra, Gaza stava rendendo Israele uno Stato-paria. La guerra all’Iran ha salvato il governo Netanyahu, oscurando la crisi palestinese e silenziando le divisioni interne. E ha salvato Trump dal rilascio VERO degli Epstein files. Qualcosa che può fare crollare il mondo occidentale. Stupri, pedofilia, sacrifici di bambini.
Terzo motivo della guerra: L’Archeologia e il potere “messianico” dei folli di Israele. Già fatto in Iraq e Siria
C’è una dimensione inquietante che nessuno tocca. Israele usa l’archeologia come strumento di espansione territoriale. In Cisgiordania ha dichiarato “patrimonio israeliano” decine di siti palestinesi: il meccanismo è dichiarare il sito d’interesse storico, militarizzarlo ed espellere i residenti. Nel 2024 il British Museum ha “prestato” (regalato) a Israele il Cilindro di Ciro, il manufatto in cui il re persiano Ciro libera gli ebrei da Babilonia. Un gesto di enorme valore simbolico: Israele rivendica un’eredità storica diretta sulla Mesopotamia. Se l’Iran collassa, la vera domanda è: chi metterà le mani sui siti babilonesi e persiani come Persepoli e Susa? E quali segreti nascondono per persone con un delirio interiore così profondo e demoniaco come i nostri amici al governo in Israele? Netanyahu (se è vivo, e continuo ad avere ENORMI DUBBI) vuole ribaltare la storia e sentirsi “Il nuovo Gengis Khan”. Jared Kushner è il genero di Trump e il mediatore ombra della Casa Bianca. Da ragazzo, quando Netanyahu visitava gli USA, dormiva nella sua stanza nel New Jersey. Kushner ha scritto discorsi per Trump consultando funzionari israeliani e ha finanziato colonie illegali in Cisgiordania. Prima della guerra, era al telefono quasi quotidianamente con Netanyahu e con il capo del Mossad. È un “asset israeliano” dentro l’amministrazione americana. Gli Usa sono Israele. Fatto storico, perché nei duemila anni precedenti si è sempre disperatamente cercato di tenere gli ebrei fuori dal comando del mondo occidentale.
Mesi prima della guerra, l’Iran stava negoziando in buona fede a Ginevra e in Oman per un nuovo accordo. I mediatori britannici e omaniti ritenevano ci fossero eccellenti probabilità di successo. Kushner e l’inviato Witkoff riferirono a Trump esattamente l’opposto: “L’Iran bluffa. Vogliono solo guadagnare tempo”. Trump li credette, affondò i negoziati e autorizzò l’Operazione Epic Fury. La pace è stata letteralmente sabotata dall’interno.
Quarto motivo: La galera schivata di Netanyahu
Benjamin Netanyahu è l’unico premier in carica nella storia d’Israele a essere imputato penalmente. È sotto processo per tre gravissimi casi di corruzione e frode (il caso 1000, 2000 e 4000). Rischia fino a dieci anni di carcere per aver scambiato favori governativi con regali milionari e copertura mediatica benevola.
I legali di Netanyahu hanno usato sistematicamente il conflitto per far slittare le udienze e bloccare il processo. Nel frattempo, ha il fiato sul collo della Corte Penale Internazionale, che ha emesso un mandato di arresto per crimini di guerra contro di lui, impedendogli di viaggiare in 124 nazioni. A novembre 2025, approfittando di un assist di Trump, ha persino cercato di ottenere la grazia presidenziale. Contemporaneamente, il suo governo ultra-nazionalista porta avanti in Parlamento una controversa riforma per esautorare e mettere sotto controllo la magistratura.
Per Netanyahu, la pace è letteralmente più pericolosa della guerra. L’Iran deve solo non perdere. Gli USA e Israele hanno bisogno di una vittoria spettacolare. Non ci sarà. Questa è la catastrofe. Una guerra voluta per interessi privati e politici, combattuta da soldati che non sanno perché sono lì. E che rischia di trascinare il mondo in una voragine da cui nessuno uscirà indenne.
A margine: come si comporta il diavolo? Bugie, morte, cattiveria, sesso, guerre. Cosa stanno facendo Israele e Usa? Questo. In questo preciso momento storico, il Governo di Israele è la più grave minaccia al mondo mai vista nella storia. Hanno tutti gli asset: controllo completo militare dell’Occidente, controllo dei dati, della rete, dell’economia globale e della finanza. Siamo noi i terroristi. Siamo noi l’incubo per il mondo.
