
Sui cadaveri dei nemici caduti si avventano gli sciacalli. Chi non ha rispetto per il nemico non ha rispetto per nulla.
C’è una civiltà che ha 2.500 anni di storia e che attualmente ha il maggior numero di laureati. Tra quei laureati, c’è il maggior numero di donne rispetto al resto del mondo.
C’è un Paese che i neotrogloditi che pensano solo in termini di distruzione degli “altri” vogliono annichilire per sottometterlo alla loro brutale ignoranza, che è quella che poi diffondono i nostri media, rincretinendoci con la solita storia dei cow-boys che portano la libertà.
C’è da fare attenzione perché quel Paese, che non è l’Iraq né la Libia, se s’incazza ci disintegra molto velocemente. Quel Paese, che per secoli si è chiamato PERSIA, non è esattamente l’obiettivo migliore per le smanie di svuotamento di senso (e di vite) di quella parte del mondo che, come un pugile stordito, tira pugni a caso, e purtroppo spesso ci azzecca. Ma questa volta sono cazzi molto amari.
Gli USA se non rivede i piani contro Teheran rischia un altro Vietnam.
Purtroppo, la relativamente recente matrice americana rappresenta un taglio netto con la nostra civiltà millenaria, e questa degenerazione ci ha antropologicamente modificati collocandoci molto al di sotto di tutto ciò che disprezziamo e che ci circonda.
Oggi quasi tutti i popoli ci sono superiori, per spirito e per valori, ma noi ci illudiamo che la democrazia, i diritti umani e altre amenità, peraltro spesso fasulle, ci autorizzino a ingerirci negli affari altrui.
Per di più, brandiamo questo presunto progresso umano di cui saremmo artefici contro gli altri in modo disumano, lasciandoci dietro morte e distruzione.
Non lo siamo, né migliori né superiori, siamo piuttosto pericolosi cialtroni, e lo dimostra la serietà delle leadership che critichiamo, distante anni luce dalle nostre buffonate.
