Volantino sul femminicidio, don Piero Corsi non se ne va: "Indegno del mio abito"

Da ateo, mai mi è capitato di apprezzare quel che dice un prete. Pieno appoggio a Don Piero Corsi, altro che femminicidio, le sue parole sante. Oggi dire solo una parola contro i malcostumi delle donne si passa per maschilista, omofobo e quant’altro dispregiativo si possa etichettare un uomo che tenta di rimettere la barra a centro. Sono orgoglioso di essere maschilista, omofobo o quant’altro… se questi aggettivi servono a chiudere la bocca a un capogregge che tenta di aprire gli occhi alla sua comunità. Questo caso mi fà capire come la lobby femminista sia diventata un vero pericolo pubblico, con l’appoggio di tanti uomini senza palle che le danno pure ragione. Andiamo al sodo: don Piero Corsi, non ha legittimato la violenza sulle donne ma ha fatto atto di persuazione a una morale femminile che è andatra a puttane. Non si parla solo di donne spudorate, è il minimo, ma nel suo richiamo morale, richiamava le donne che non hanno più nulla di femminile, ha perso il ruolo primario che si poneva al centro del nucleo familiare. Tempo fa, le donne erano le amministratici della casa, gestivano l’economia meglio di un commercialista, ma da un ventennio a questa parte spendono tutto in palestre, abiti, viaggi e quant’altro contrasta con una saggia economia familiare. Per colpa delle donne l’uomo è ridotto a schiavo, il quale finché gli fa comodo lo chiama amore, ma appena trova l’alternativa, quello che fino a ieri era il padre dei figli o anche solo un compagno, il quale su quella donna ha investito il suo futuro, viene messo alla porta peggio di un cane, con l’appoggio di leggi, uniche al mondo, tutte a favore solo ed esclusivamente della donna e lo dico per cognizione di causa essendo un separato. Condanno categoricamente qualunque violenza sulle donne, ma nessuno si occupa della violenza che subisce l’uomo allontanato dai figli, quasi sempre sono piccoli, condannato a trovarsi altra sistemazione, il più delle volte trattasi di luoghi di fortuna perché condannato a corrispondere gli alimenti anche se guadagna un misero stipendio e la cosa più grave il non poter educare i figli che al contrario dalla madre sono educati senza il minimo rispetto del padre e anche in questo parlo per cognizione di causa. Inoltre vorrei ricordare che a fronte di circa 120 donne uccise quest’anno ci sono migliaia di uomini che muoiono dentro giorno per giorno, perché allontanati dai figli, cacciati di casa e condannati al baratro. Spero, che invece di sbraitare in questi casi, si aprano dei dibattiti e approfondimenti sulla condizione dell’uomo.

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