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Oasi Naturalistica di Frassineto

L’area naturalistica “Frassineto” si estende su una superficie di 81,25 ettari, è ricoperta interamente da bosco ceduo avviato ad alto fusto. Essa è ubicata per la maggior parte (77,1 ettari) nel territorio di Calvanico (f.16 part.1-2-3-7-9-16) e per la restante parte (4,15 ettari) nel territorio di Fisciano (f.22 part. 56).

L’area ricade nella zona di riserva generale e protezione del Parco Regionale dei Monti Picentini, istituito definitivamente con delibera della Giunta Regionale della Campania n.63 del 12/02/1999, come fortemente sostenuto dal circolo, che a tal proposito ha partecipato, come socio fondatore, al comitato del Parco.

L’area dista circa 15 Km da Salerno, presenta un’altitudine media di 650 mt s.l.m. ed è compresa tra una zona boschiva detta “Acqua dei faggi” e quella detta “Costa della traversa”, sulla pendice occidentale dei “ Monti Picentini”.

La perimetrazione dell’area coincide, per un buon tratto, con la strada comunale che collega la frazione di Gaiano (Fisciano) con i comuni di Calvanico a Nord e con il comune di Castiglione dei Genovesi a Sud.
Il bosco è caratterizzato da terreno di natura autoctona, compatto tendende all’argilloso su struttura calcarea-dolomitica micro-fratturata che caratterizza tutti il versante dei Monti Picentini. Le vette prospicienti l’Area sono: Pizzo San Michele (1567 mt), Tuppo dell’Uovo (1525 mt), Monti Mai (1607mt), Serre del torrione (1415 mt) e Varco della Colla (1062 mt). Va detto che la conformazione di questa vasta area che costituisce una buona parte del versante occidentale della catena dei Picentini, è generalmente articolata da boschi, strette valli, canaloni e cime irregolari, costituenti un ambiente assai suggestivo ma di difficoltoso orientamento. Conoscere la montagna (percorrendola a piedi) significa amarla.

L’area Frassineto è percorsa da quattro sentieri (F1-F2-F3-F4) e al suo interno sono presenti spazi attrezzati ed aree per la sosta e punti di osservazione della natura, con tavoli e panche in legno.
In prossimità dell’ingresso all’Area è stata costruita una casetta in pietra in stile tradizionale, all’interno della quale, dal 1997 è stato completato l’allestimento di un piccolo museo della civiltà silvo-pastorale. Il mini museo consiste in una raccolta di attrezzi e utensili impiegati nelle attività artigianali e silvo-pastorali, peculiari del territorio e alla cui fabbricazione ancora qualcuno si dedica.

Nella prima parte del sentiero F1 che si snoda dalla casetta in pietre fino a tornare al punto di partenza (circuito), sono state classificate le diverse specie arboree, ognuna è corredata di un una scheda didattica che ne illustra le caratteristiche principali. Sono presenti,inoltre, ricostruzioni delle tipiche carbonaie di montagna e del caratteristico capanno da rifugio.

Periodicamente, sempre all’insegna del rispetto per l’ambiente, nell’Area si attuano iniziative di vario genere che coinvolgono cittadini e scolaresche quali: escursioni, visite guidate, manifestazioni a sfondo ecologico, didattiche, folcloristiche e sportive.

Diverse sono poi le attività che sono possibile svolgere all’interno dell’Area: trekking, fotografia naturalistica, studi naturalistici, footing, cicloturismo, birdwaching.

L’area naturalistica Frassineto è stata capace in questi anni, grazie al lavoro dei suoi volontari di offrire alle scuole percorsi didattici alternativi e ragionati che consentono di superare l’episodicità e la gratuità delle visite, per farne dei momenti di studio e di indagine approfondita, inserita nella programmazione didattica.
In quest’ottica l’area potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio in cui scuole e visitatori possano prendere parte a progetti di sviluppo sostenibile.

Le scuole svolgono del resto un ruolo chiave nella valorizzazione di un’area protetta dal momento che se adeguamente indirizzate e sostenute divengono un soggetto in grado di relazionarsi con le amministrazioni e con gli enti locali per esprimere i propri bisogni e proporre alla comunità azioni culturali e responsabili tese a valorizzare il territorio.

L’educazione ambientale è per questo uno degli strumenti base per attuare una rivoluzione culturale il cui obiettivo è trasformare il comportamento delle popolazioni locali verso un più bilanciato rapporto tra l’uomo e l’ambiente, valorizzando le risorse naturali che li circondano.

fonte>> http://www.legambienteirno.it 

 

 

Dietro la crisi che ci strangola c'è un raffinatissimo piano di Satana

 

Cari amici si avvicina la scadenza elettorale per l’Europa e per questo vi invito a guardare questo video fino all’ultimo secondo.

Il povero era colui che non aveva niente da cui non si poteva esigere niente, oggi il meccanismo è molto peggiore, il povero non è solo povero ma è uno indebitato, per cui non può sfuggire dalle grinfie della schiavitù

 Mai come in questo caso sono parole sante che sicuramente non ascolteremo mai sui canali nazionali controllati dal regime di re Giorgio