Libertà d'espressione negata a chi difende la Famiglia tradizionale?

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Ebbene amici da oggi sono ritornato attivo su questo social creato ad arte per sorvegliare e propagandare il pensiero unico dominante del NWO.
Per chi la pensa diversamente come il sottoscritto, scatta la censura.
Ripubblico il post che ho pubblicato un mese fa che mi è costato la censura per trenta giorni, in relazione a un articolo in cui si parlava di adozioni di bambini a famiglie omosessuali, a dimostrazione che chi porta avanti certe ideologie ha i mezzi per diffondere e imbavagliare chi non la pensa come loro.
Come si evince dalla frase evidenziata in giallo, introduco il mio pensiero con una locuzione non mia ma di Mario Mieli antesignano dell’ideologia omosessuale che negli anni settanta parlava e diffondeva il pensiero omosessuale in questi termini:

« Noi checche rivoluzionarie sappiamo vedere nel bambino non tanto l’Edipo, o il futuro Edipo, bensì l’essere umano potenzialmente libero. Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro. Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica »
Pedofilia allo stato puro!!

Ebbene, quella frase evidenziata in giallo rivolta a una checca è passibile di censura, se sono loro stessi a autoproclamarsi checche è normale.
Ma il problema è ovvio che non è intrinseco nella parola detta, ma nel pensiero non allineato alla loro ideologia che vuole imporre in nome dei loro diritti, l’educazione gender nelle scuole e l’adozione di anime innocenti a coppie omosessuali.
La mia presa di posizione non vuole essere contro nessuno, ognuno ha diritto a vivere la sua sessualità come ritiene, ma permettetemi di espormi contro chi vuole depravare la società, facendo credere che è normale che un bambino possa crescere con due uomini o due donne, senza che io passi per omofobo.
In termini generali, omofobia che è un neologismo piuttosto ricorrente nella realtà attuale vuol dire letteralmente, aver paura del medesimo e io non ho paura di nessuno, esprimo solo il mio pensiero.
Se per omofobia intendiamo il fatto che esiste a latere un atteggiamento ricorrente di alcuni che insultano, maltrattano, usano violenza contro gli omosessuali, ovviamente io sono contro l’omofobia chiaramente, come sono contro ogni forma di violenza e diffamazione, ci mancherebbe altro, come sono contro la violenza sui bambini, la violenza sulle donne, la violenza sugli animali, sono contro ogni forma di violenza.
Il problema è quando l’omofobia diventa come sta sempre più diventando una legge della persecuzione del pensiero non allineato, per cui viene utilizzata come titolo legittimante per tacciare, silenziare e diffamare chiunque non accetti le linee di un pensiero dominante che impone come vettore progressivo quello deciso dal pensiero dominante stesso. Per cui se uno semplicemente dice che è per il matrimonio tra uomo e donna automaticamente è tacciato di omofobia, cioè riportato sullo stesso piano di chi usa violenza contro gli omosessuali che è una follia naturalmente, perché uno può benissimo pensare che il matrimonio riguardi due esseri di sesso diverso e insieme rispettare massimamente chi è omosessuale e non usargli violenza e in più condannare la violenza.
Là dove invece il pensiero unico che ricorre all’etichetta di omofobia con il solo fine di perseguitare in maniera violenta chiunque non sia allineato con il pensiero unico stesso, esso equipara immediatamente chiunque non accetti il pensiero unico su quel tema con chi usa violenza sugli omosessuali.
Da questo punto di vista occorre essere molto chiari e precisi, dicendo ancora una volta che bisogna essere contro ogni forma di violenza e discriminazione e non di meno bisogna essere liberi di sostenere liberamente le proprie tesi in materia di matrimonio e di sessualità.
Io ad esempio, penso che sulla Famiglia (costituita da padre, madre, figli) vi sia in atto una disgregazione pilotata da queste ideologie dettate dagli omosessuali e dalle femministe, mentre per anni è stata la massima comunità in cui all’interno l’individuo nasce, cioè la Famiglia fa parte della triade insieme alla Società Civile e allo Stato e quindi è il luogo all’interno del quale l’individuo nasce in una comunità ed è la prova quindi che lo stesso non è un atomo isolato che poi si costruisce eventualmente una comunità, no! L’uomo è comunitario aborigine perché nasce nella comunità per questo il capitale oggi in realtà non ha alcun interesse ad emancipare gli omosessuali, semplicemente usa gli omosessuali per colpire la Famiglia, cioè appunto per disgregare il nesso comunitario.
Il capitale non vuol vedere legami comunitari solidali, ma vuol vedere il do ut des (io do affinché tu dia) mercatistico e l’algida geometria del profitto ciò che è impossibile all’interno di una comunità familiare in cui la madre si rapporterà al figlio o il padre si rapporterà alla moglie, sempre secondo una logica altra del do ut des. Per questo il capitale non accetta la logica della Famiglia e deve destrutturarla chiaramente ricorrendo all’ideologia dell’emancipazione omosessuale, che non centra nulla con questo, dove appunto si può essere anche d’accordo sui diritti e il rispetto per la dignità piena degli omosessuali, ma penso in maniera ferma che la Famiglia esista e abbia un ruolo importante di educazione di formazione e di creazione e veicolazione di valori altri, rispetto a quelli che la società dei consumi vuole imporre fin dalla giovane età.
Da questo punto di vista, bisogna cogliere il dispositivo ideologico, dell’ideologia che vuole appunto utilizzare l’omofobia come categoria della persecuzione del pensiero, che è un punto importantissimo, perché di questo passo, penso il DDL Scalfarotto che di fatto finisce per far passare per omofobico chiunque abbia opinioni differenti rispetto a quelle del pensiero unico, per cui se sei per la Famiglia “omofobico”, pensi che per natura esistano uomini e donne “omofobico”, pensi che il matrimonio debba essere tra uomo e donna “omofobico” e un pò potremmo dire la variante dal punto di vista dei costumi della categoria di fascismo dal punto di vista politico, dove come sappiamo chiunque osi deviare dal tracciato del politicamente unico in politica, subito è etichettato fascista, nazionalista, populista…
Proprio come chiunque osi deviare oggi dal pensiero unico nell’ambito dei costumi subito è qualificato come omofobico.
Ciò detto non mi ritengo ne fascista ne populista ne omofobico e tuttavia non si inscrive nella linea del pensiero unico politicamente corretto.
Dopo quanto detto resto in attesa di altra censura.

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