ALLARME MISANDRIA

La politica invece di dedicarsi alla crisi che attraversano le famiglie Italiane, il loro problema sono le QUOTE ROSA, invece di diminuire il cuneo fiscale e le tante cose che promettono senza mai fare.

Le QUOTE ROSA, non è una norma a favore delle donne, ma di alcune donne, femministe che nulla hanno di femminile come le represse donne di sinistra a cominciare da Laura Boldrini, preoccupate solo al potere, avallate dalle donne dello spettacolo e della TV.

L’espressione “male-bashing” (“colpisci il maschio”) è stata coniata negli Stati Uniti, e si riferisce al fenomeno ormai divenuto dilagante di derisione nei confronti del maschile e quindi del maschio.

Basta accendere due minuti la televisione per rendersene conto :

talk-show condotti da neo-femministe che proclamano la superiorità della Donna e l’inutilità del maschio (non dell’uomo, del maschio).

“Possiamo riprodurci da sole adesso, siete inutili maschietti, siete inutili…”.

E’ un attacco che parte da più fronti e fa molte più vittime di quanto non si pensi, per molti uomini è diventata una sorta di “malattia sociale”, un qualcosa di cui ci si ammala ma non si riesce a capire il perchè.

Come ci si ammala e poi si muore a causa delle radiazioni, ci si ammala anche di questo nuovo male, creato dal tam tam quotidiano di giornali e televisioni che fanno a gara per proclamare l’inutilità del maschio e innalzare al cielo il delirio della nuova razza Ariana, le Donne.

E cosi spuntano fuori articoli di giornale dove improvvisamente si parla dell’estinzione prossima (e sperata) del maschio (“maschietti inutili”).

I toni usati sono sprezzanti, la derisione viene portata agli estremi e l’odio che ne scaturisce fa paura:

“Sono i maschi il sesso debole, anzi debolissimo. Tanto debole da essere destinato all’estinzione…

La colpa di questo disastro (o fortuna, a seconda dei punti di vista)… sarebbe tutta del cromosoma Y…”.

Queste profezie sono spettri collocati davanti al cuore degli uomini a fini di intimidazione.

Hanno lo scopo di segnalarne l’inutilità e con ciò di svuotarli di ogni valore di fronte a se stessi.

E’ una tecnica di terrorismo psicologico.

Si prefigura la scomparsa di colui che si intende reprimere.

E’ l’arma dell’in-senso.

La maschilità ed il genere maschile da due generazioni sono oggetto di un attacco morale generale (male-bashing) esteso a tutti gli ambiti del mondo simbolico e della vita materiale, praticato sistematicamente e permanentemente con ogni forma su tutti i mezzi di informazione e di trasmissione della cultura.

Questo è il prodotto della “rivoluzione” portata dalmovimento femminista, “rivoluzione” che ha disintegrato l’istituzione del matrimonio è ha decretato irrimediabilmente l’azzeramento culturale delle masse.

In Canada le femministe finanziate dal governo stanno mettendo a punto un piano per incarcerare ogni maschio che critica l’ideologia femminista, in un documento è stata perfino stilata una “lista nera” di associazioni maschili per i diritti del padre e singoli individui che hanno espresso le loro critiche nei confronti dell’ideologia femminista. E’ il reato d’opinione.

Il pestaggio morale antimaschile.

Cosa significa male-bashing?

Significa che ogni giorno su tutti i giornali, tutte le Tv, tutte le radio, in tutta la pubblicità, sui “Bollettini parrocchiali” come sui trattati scientifici, sui libri di testo come nelle rivistine delle adolescenti, sui periodici femminili, maschili, unisex, bisex ed intersex, si pratica la dannazione degli uomini.

Come si fa? Si mette vicino agli uomini, si fa derivare dai maschi e dalla maschilità tutto ciò che è violento, aggressivo, vile, stupido e volgare.

Ciò che è inferiore, basso, triviale, indecente, poco degno o, direttamente, indegno, ciò che è sporco e ciò che è cattivo.

Si fa risalire ai maschi ogni guerra, ogni sopraffazione, ogni delitto, ogni violenza, ogni prevaricazione, ogni rapina, ogni abuso, ogni sopruso, ogni villaneria del mondo.

Si parla degli uomini per parlarne male.

Non c’è termine negativo, espressione derogatoria, non c’è allusione o insinuazione, non c’è aneddoto, non c’è metafora che non possa, e quindi non debba, essere usata contro gli uomini.

Ma non si tratta di insulti (come crediamo noi), al contrario, si tratta della pura e semplice verità. Ecco infatti come sono ‘veramente’ gli uomini

  • violenti, aggressivi, prevaricatori
  • molestatori, stupratori, pedofili, divoratori di porno, puttanieri, sporcaccioni
  • tracotanti, presuntuosi, altezzosi, saccenti, prepotenti, egoisti
  • xenofobi, razzisti, guerrafondai, torturatori, assassini, genocidi
  • arrivisti, carrieristi, interessati solo al denaro, al potere, al successo
  • freddi, insensibili, disumani
  • infidi, vili, sleali, irresponsabili, traditori
  • senza sentimenti, senza amore, senza pietà, senza compassione, senza lacrime
  • ossessionati solo dal calcio, solo dalle macchine, solo dalla logica, solo dalle stupidaggini, solo dalle “filosofie”, solo dalla fica, solo dal bar
  • sporchi, sciatti, alcolisti, straccioni
  • incapaci, inetti, stupidi, tonti, mammoni
  • pigri, ignavi, sfruttatori, parassiti
  • padri-padroni, padri-assenti, padri-incestuosi, padri violenti
  • frivoli, casanova, dongiovanni, ‘collezionisti’, narcisisti, sciovinisti
  • ridicoli, goffi, patetici, imbranati
  • maschilisti, machisti, fallocratici, fallocentrici, misogini
  • cacciatori, vivisezionisti, antiecologisti, inquinatori, saccheggiatori della natura, stupratori di Gaia.

E’ il delirio della Nuova Razza, il delirio delle “Ariane”.

Come il nazismo proclamava la superiorità della razza ariana avvalorando le loro tesi con studi pseudo-scientifici (perchè l’intelligenza di un essere umano non si può misurare nè con dei numeri né con delle ventose appiccicate al cranio per registrare l’attività cerebrale) adesso spuntano fuori come funghi pseudo-ricerche scientifiche che proclamano, ineluttabilmente e “scientificamente”, la superiorità del genere Femminile.

La nuova razza Ariana, le tv e i media in generale ce lo ricordano ogni santo giorno, puntualizzando anche come il genere maschile siano invece rifiuti biologici inutili (“Inutili, inutili, siete inutili! maschietti, maschiettini siete inutili!”). Non importa se Einstein, Socrate, Platone, Cartesio, Dante, Gesù, Mozart, Beethoven, Picasso, e compagnia cantante erano uomini. Non importa tutto ciò, Lei (la Ariana), è superiore a lui (maschietto inutile).

E’ il nuovo Bene, ciò che Lei dice, ciò che Lei sente, è Bene per l’Umanità ; ciò che lui dice, ciò che lui sente, émale per l’umanità (per Lei). E’ il Nuovo Bene che dilaga, e ci investe tutti, e non si sa perchè, ma siamo comunque tutti un pò scontenti. E’ davvero questo il nuovo Bene?

Il pestaggio morale antimaschile (male-bashing) è qualcosa che gli uomini subiscono ogni giorno senza però sapere che esiste, di cui patiscono gli effetti ma non vedono l’origine. Come si muore di radiazioni senza sapere perché, così ci si ammala di colpa, di disprezzo e di denigrazione senza capire da dove venga il bacillo. Il bacillo viene dal Femminismo che ha combattuto e combatte la sua battaglia attraverso la colpevolizzazione, la denigrazione, il disprezzo, la condanna di tutto ciò che è maschile ed al tempo stesso attraverso l’imputazione agli uomini di tutto ciò che vi fu e vi è di male.

Ciò che è male è maschile, ciò che è maschile è male. Bisogna riconoscere che non esistono altre armi e perciò l’avversario (il maschio) doveva e deve essere demolito nell’unico modo possibile, ossia attraverso il suo disarmo morale.

Il Femminismo non aveva e non ha altra scelta, infatti non ha usato né il fucile, né il voto, né lo sciopero e nonostante ciò ha travolto ogni cosa e si espande nel mondo.

Non ha usato armi materiali ma solo la parola con la quale ha colpevolizzato, denigrato, schernito, vilipeso, calunniato e condannato senza sosta le opere maschili, i sentimenti maschili, lo spirito maschile, il corpo maschile, l’anima maschile, l’immaginario maschile, tutto il passato e tutto il presente. Miti e religioni, storia e cronaca, arte e cultura, scienza e tecnica sono state e sono l’oggetto indiretto dell’attacco contro gli uomini.

Si deve infatti distruggere ciò che è esistito e che esiste per poter azzerare il valore di coloro che lo hanno creato.

Per poter distruggerne il valore, saccheggiarne l’autorità morale, abbatterne ogni prestigio davanti alle femmine, a se stessi ed ai loro figli.

Tutto ciò che vi era e vi è di materiale, di spirituale e di simbolico è stato demolito attraverso la condanna della sua origine maschilista.

Gli uomini ne hanno il sospetto perché quando leggono il giornale dove si parla delle malefatte maschili (cioè ogni giorno) storcono il naso e passano ad altro.

Quando assistono in TV alle sedute del Tribunale Morale Femminista (sedute note anche come “talk-shows”) scrollano la testa e fingono di sorridere.

Sospettano qualcosa, ma non possono credere che si tratti di un processo sistematico, permanente e capillare, condotto sul filo della buona fede e quasi a loro insaputa da tutti gli interessati (giornalisti, presentatori, ospiti, pubblico).

Sembra troppo, sembra impossibile. Eppure, se dalle pagine di un quotidiano qualsiasi si sottraggono le “malefatte” maschili non resta quasi nulla, perché sono visibili e perciò di queste e solo di queste ci si occupa. Colpevolizzazione, denigrazione, spregio ed irrisione, queste sono le armi.

I cattivi, si sa, sono anche brutti, anzi sono prima di tutto brutti e solo successivamente cattivi.

Perciò non solo le creazioni maschili “soffrono” esteticamente della loro origine patriarcale, ma lo stesso corpo degli uomini non è mai stato tanto svalutato e ridicolizzato quanto oggi.

Film come Full Monty parlano da soli. Alla sconsiderazione del valore del corpo maschile ha contribuito poi – paradossalmente – il movimento omosessuale, stabilendo di fatto, in quanto lo rivendica come propria conquista, che chi si interessa non solo dell’efficienza ma anche dell’estetica del corpo può essere solo omosex.

Quanto alla fisicità, le manifestazioni della vitalità e dell’energia proprie del maschile, quando non sono definite violenza tout-court, vengono bollate come espressione di quello “sciovinismo maschilista” che è un bersaglio storico, un feticcio del Femminismo.

Quanto al pene, quando non viene associato direttamente allo stupro, diventa la “ridicola appendice”.

Qualche personalità, qualche studioso cominciano ora a prendere le distanze dal coro universale, ma tutti hanno paura – giustificata – di passare per maschilisti, perciò premettono di non essere “antifemministi”.

Si scusano. La trappola funziona per tutti, colti o analfabeti, intellettuali o gente comune che siano.

Università e scuola, partiti e sindacati, Tv e giornali, tutti senza eccezione praticano, volenti o nolenti, consci o inconsci, quel pestaggio antimaschile che è l’arma fondamentale del Femminismo.

Il Femminismo ha denunciato l’universale disistima, lo storico disprezzo delle donne (veri o falsi che fossero) come uno degli strumenti della loro sottomissione, esclusione, discriminazione.

Poiché la stessa arma viene usata da 35 anni contro il genere maschile, non minori devono essere i danni, visibili ed invisibili, procurati alle nuove generazioni dalla demolizione sistematica di ogni valore degli uomini e della maschilità.

Solo ora e solo negli USA cominciano ad essere valutati.

Il disorientamento, la perdita di significato, il senso di inutilità, la percezione del proprio disvalore, stanno iniziando a produrre i loro frutti e si comincia a vederli anche da noi, ad esempio con la crescita del “bullismo” nelle scuole, fenomeno che la logica femminista intende curare con un incremento delle cause che lo producono.

Su 10 bocciati 8 sono maschi, su 100 assegnati ai “servizi sociali” 96 sono maschi, i suicidi maschili vanno da 5 contro 1 a 10 contro 1 a seconda delle età. Sono solo segnali. Le cause sono molte. La perdita del senso, quel trasmettere alle nuove generazioni maschili la convinzione profonda della loro inutilità, quel gridare in faccia: “Non abbiamo bisogno degli uomini!” è la prima.

Le generazioni maschili del passato oggi sono descritte come creatrici del sistema della rapina, dello sfruttamento, della prevaricazione, della brutalità, dello stupro e della violenza universali. Persino il loro lavoro – su cui si basano le condizioni economiche e sociali da cui tutti ora traggono vantaggio, donne per prime – oggi è dipinto come opera di distruzione e saccheggio. La condanna delle generazioni maschili passate è uno strumento per la demolizione del valore degli uomini e delle generazioni che verranno. La storia costruita dal Femminismo non ha altro fine che la distruzione del passato per il governo del futuro:

“Chi controlla il passato controlla il futuro”, scriveva Orwell in 1984.

Bisogna restituire ai maschi del passato il diritto morale ad essere esistiti.

L’idea della superiorità morale è il fondamento stesso del Femminismo perché non significa altro che il diritto di stabilire come debba essere il mondo, cosa sia bene e cosa sia male per tutti, prescindendo completamente da qualsiasi bisogno, pulsione, necessità degli uomini, sotto il dogma dell’inesistenza delle differenze naturali.

L’Etica Femminista non è che l’etica di una sola parte, che deve però valere per tutti.

Presupposti e conseguenze di un tale principio inconfessabile sono troppo vasti per poterli trattare qui, in breve esso dice: ciò che è gradito, utile, comprensibile e confacente alle donne è buono, ciò che è sgradito, dannoso, incomprensibile e ingombrante per le donne è cattivo.

Ad esso si aggiunge ora (dal 1999) la nuova scoperta “scientifica” che le donne sono più intelligenti degli uomini, fatto “comprovato” tra l’altro dai risultati scolastici.

Dal che si vedono due cose:

  1. quando e dove i maschi sono davanti quella è la prova del privilegio, quando invece sono davanti le femmine quella è la prova della loro superiorità.
  2. il dogma dell’assoluta uguaglianza naturale viene negato non appena torna utile negarlo, come ci si deve attendere dal momento che è solo uno strumento antimaschile che va buttato via (“dimenticato”) al pari di ogni strumento quando diventa inutile o dannoso.

La denuncia della misoginia – l’odio antifemminile – è un tema centrale nella propaganda femminista.

Non vi è dubbio che sia esistita e che esista.

Ma dell’odio contrario non vi è traccia, non si riesce nemmeno a pensare che possa esistere e perciò è senza nome, infatti il significato di misandria risulta assolutamente sconosciuto.

Questo vuol dire che l’odio può andare in una sola direzione.

Quello delle donne contro gli uomini è inconcepibile, non può esistere nemmeno come risposta all’odio maschile.

Pensare che le donne possano odiare gli uomini, che un buon numero di esse li odi veramente e che tra esse vi siano le femministe è un tabù, è la prova …della misoginia.

Come la misoginia è la fonte del maschilismo, così la misandria, l’odio contro gli uomini, è la radice inconfessabile del Femminismo. Perciò l’Associazione promuove la presa di coscienza che la misandria è esistita, che esiste e che oggi è più grande e profonda della misoginia.

Tutta la psicologia sa che gli uomini hanno bisogno di allontanarsi dalla madre per crescere e maturare, per diventare ciò che possono e devono diventare.

Questo lo sapevano anche le nostre nonne, pur semianalfabete, sulla base del fatto che i maschi sono diversi (per natura) dalle femmine.

Ma questo è appunto ciò che il Femminismo nega e da questa negazione segue che ciò che va bene per le femmine deve andare bene anche per i maschi.

Tutti i riti di passaggio sono stati aboliti, ogni prova psico-fisica è vietata, ogni momento di durezza verso il proprio corpo ed i propri sentimenti viene bollato e sanzionato come machismo e cultura della violenza, ogni spazio riservato agli uomini è scomparso e la sola ipotesi che venga ricostituito è denunciata come semicriminale, non più solo moralmente ma anche davanti alla magistratura (“discriminazione”).

Ora, mentre il movimento Femminista nel suo insieme è una realtà inconscia (che non sa quello che fa), su questo punto la coscienza delle femministe è invece lucidissima, esse sanno benissimo (psicologhe raffinate come sono) cosa comporti tenere i ragazzi attaccati alle gonne di mamma, impedir loro di mettersi alla prova, vietare spazi esclusivi agli uomini.

Lo scopo è impedire lo sviluppo della coscienza maschile, la maturazione dell’autonomia e dell’indipendenza psico-affettiva dalle donne, vietare quello sganciamento emotivo che è condizione essenziale per la liberazione psicologica ed il raggiungimento della maturità.

Questo risponde al sogno profondo ed inconfessabile della femminilità che consiste nella trasformazione del mondo in un immenso asilo nido, dove tutti dipendano da Lei per ogni cosa, dove la logica sia bandita e la coscienza cancellata.

Dove lo sviluppo degli uomini non superi mai lo stadio dell’adolescenza. Strano fenomeno.

Il femminismo che ha denunciato e denuncia ogni pregiudizio, ogni offesa, ogni colpevolizzazione, ogni denigrazione, ogni derisione, ogni abbassamento morale, ogni svalutazione delle donne, ha insegnato a tutto l’Occidente (e qui l’Italia è in prima fila) ad usare con pieno diritto le stesse tecniche contro gli uomini, e tanto sono state brave le maestre che gli uomini stessi hanno imparato a farlo e se ne fanno vanto.

L’auto-oltraggio, l’auto-denigrazione maschili sono trendy, provano che sei evoluto, moderno, progressista, pro-feminist, cioè moralmente a posto.

Uno strano fenomeno per davvero: condannare chi usava il female-bashing per poter praticare impunemente il male-bashing.

Sembra addirittura geniale ma non lo è, perché gli strumenti, le armi che il Femminismo può impiegare contro gli uomini sono quelle stesse che condanna quando vengono usate contro le donne. Non ve ne sono altre.

D’altra parte chi osa parlar male del femminismo? Nessuno, perché il Femminismo stesso, molto acutamente, ha creato il dogma secondo il quale chi è antifemminista è maschilista, ossia prevaricatore, sfruttatore, misogino, molestatore e, se non stupratore, almeno difensore occulto della “cultura dello stupro”, come dichiarato dalla Boldrini.

L’ideologia femminista, raccolta e organizzata in gruppi vari sparsi per il mondo, è l’unica ideologia (assieme a quella della Chiesa) che in Occidente continua a resistere. Sono le uniche due “mafie istituzionalizzate” che ancora hanno forza e trovano adepti.

Un movimento che incarna nel proprio nome un singolo lato della realtà (il femminile), ma nel suo agire vuole imporre il suo volere all’intera realtà umana (maschile e femminile), può tranquillamente esser definito un “movimento nazista”. Il male-bashing è un derivato del femminismo, un’arma per trasformare i maschi del futuro non i cadaveri ma in larve umane, morti viventi, uomini senz’anima.

Riuscirà questa nuova terribile omologazione delle masse sotto l’ombrello di una ideologia che si proclama “Nuovo Bene” a finire quello che ha iniziato, la rovina e lo sfascio definitivo dell’Occidente e tutti i valori che questa civiltà incarnava?

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